Di ciò su cui non si può raggiungere il consenso si deve tacere: Problemi per l’astinenza epistemica nel liberalismo politico

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Fecha
06/2010
Editorial
Il Mulino
Revista
Ragion Pratica
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ISSN
1720-2396
eISSN
2612-1441
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Idioma
Italiano
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Resumen
Una delle principali critiche che ha ricevuto il liberalismo di tipo rawlsiano è quella formulata da Gerald Cohen contro l’applicabilità del principio di differenza e il fatto di limitare i principi di giustizia alla struttura fondamentale della società. Lo slogan con il quale Cohen ha riassunto la propria posizione è «ciò che è personale è politico». Curiosamente Cohen ha presentato parallelamente ciò che può denominarsi il «paradosso della convinzione». Lo scopo del presente saggio è mostrare che ammettendo detto paradosso si ricava un test di ragionevolezza che mostra una portata insospettata del concetto di astinenza epistemica, uno dei pilastri del liberalismo politico di Rawls. In questo modo si formulerebbe una critica assai più basilare al pensiero del filosofo nordamericano, sulla base di uno slogan complementare a quello di Cohen: «ciò che è politico è personale». In quel che segue, mi soffermerò, in primo luogo, sulla forma in cui si configura detto concetto nel liberalismo politico di Rawls, ponendo l’accento su certe distinzioni fra tipi di astinenza epistemica, che a volte passano inosservate nel dibattito. Successivamente presenterò i problemi a cui potrebbe condurre il concetto di astinenza epistemica se si considera il paradosso della convinzione formulato da Cohen.
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