Capítulo de Libro

Distanze: Verso un regime estetico-politico dell’immagine-movimento

Galak, Eduardo Icon

Fecha

2024

Editorial

Ventura Edizioni

Revista

Título del libro

Soglie della visibilità: Ecologie, consumi e sensibilità

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eISSN

ISBN

9791281388949

Idioma

Italiano

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Resumen

Nel 2011 Paul Warmington, Angelo Van Gorp e Ian Grosvenor pubblicano l´articolo Education in motion: uses of documentary film in educational research, un testo che diventerà presto un riferimento per gli studi sull´uso della cinematografia come risorsa pedagogica. La proposta, riprendendo Brian Friel, è quella di pensare che il cinema funzioni come immagini di un passato incarnato (embodied) nel linguaggio, e che si possa stabilire una separazione tra il suo uso come fonte e il suo uso come oggetto di studio.Questo nostro contributo intende prendere in considerazione proprio le distanze, come quella tra la fonte e l´oggetto, ma soprattutto l´incorporazione delle distanze tra le immagini, tra l´estetica e la politica. Si tratta delle distanze che hanno reso possibili i film Metropolis (Fritz Lang, 1927), Berlin: Die Sinfonie der Großstadt (Berlino Sinfonia di una grande città, Walter Ruttmann, 1927) e Chelovek s kinoapparátom (L’uomo con la macchina da presa, Dziga Vértov, 1929), presentato in anteprima a meno di due anni di distanza dagli altri due film in contesti estetici e politici diversi. Uno dei motivi principali per cui il cinema si è diffuso e diviene la forma artistica più rilevante dal secondo quarto del XX secolo è che esso accorcia le distanze. In effetti, in linea di principio, il cinema diminuisce le distanze geografiche, consentendo di osservare la stessa cosa contemporaneamente in regioni diverse. Questa riduzione della distanza spaziale spiega, secondo Edward Bernays,[ Bernays, Edward: Propaganda. Madrid, Melusina, 2008.] sia il successo della cinematografia come medium di massa sia la sua vicinanza alla propaganda, essendo l´immagine in movimento uno dei modi in cui, parafrasando, si organizza il caos, si mette in forma un significato convulso. In effetti, secondo Guy Debord,[ Debord, Guy: La sociedad del espectáculo. Buenos Aires, La marca editora, 2018, entrada 167.] il cinema nel periodo tra le due guerre sopprimeva la distanza geografica e la “raccoglieva interiormente” nei termini di una separazione spettacolare, stabilendo così una vicinanza tra la società come spettacolo e lo spettacolo come riflesso della società. Tuttavia, non è solo una questione spaziale quella che l’analisi di questi film consente, ma anche un’indagine delle distanze tra lo schermo e la società, tra l´estetico e il politico: l´ipotesi che qui si sostiene è quella di pensare allo spirito del tempo che le tre produzioni cinematografiche precedentemente richiamate presentano come l’effetto della distanza tra l’elemento artistico e quello propagandistico, distanza che permette di interrogare il regime estetico-politico dell´immagine-movimento.

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