La "despropiación" de la naturaleza. Repensar las normas de acceso a los bienes a partir de Laudato si

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Fecha
12/2017
Editorial
Edizione Scientifiche Italiane
Revista
Filosofia e Teologia
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ISSN
1824-4963
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Idioma
Español
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Resumen
Este trabajo propone un replanteo crítico del concepto moderno de propiedad en virtud de la noción de dominio común de los bienes esbozada en la Encíclica Laudato Si. A partir de una genealogía del discurso privatista en torno a la naturaleza, se analiza, en particular, el carácter apropiable de los recursos genéticos. Se sostiene como principal hipótesis, que el enfoque apropiativo respecto de la naturaleza funciona como fundamento clave en la dinámica mercantilizadora de ?lo creado?, que lo extrae de su cualidad oblativa y de su carácter de don, en función de su introducción en el mercado. Esta dinámica apropiativa, inherente al antropocentrismo autorreferencial moderno, está en la base de las graves crisis sociales y ambientales vigentes. Por lo tanto, para dar respuestas a tales crisis, se torna necesaria una revisión de los postulados modernos respecto de la relación del hombre con su entorno, y en definitiva, una revisión del concepto mismo de socialidad.
Il presente lavoro si propone un ripensamento critico del concetto moderno di proprietà in virtù della nozione di destinazione comune dei benipresentata nell’enciclica Laudato si’. A partire da una genealogia privatizzante del discorso sulla natura, si analizza in particolare l’aspetto dell’appropriazione delle risorse genetiche. Si sostiene, come ipotesi principale, che l’approccio appropriativo rispetto alla natura funziona come chiave fondativa all’interno della dinamica mercificatoria del ‘creato’, privandolo della sua qualità oblativa e del suo carattere di dono, in funzione della sua introduzione nel mercato. Questa dinamica appropriativa, inerente all’antropocentrismo autoreferenziale moderno, è alla base delle gravi crisi sociali e ambientali odierne. Per cui, per dare risposte a tale crisi, si mostra necessaria una revisione dei postulati moderni riguardanti la relazione dell’uomo moderno con il suo ambiente e, in definitiva, una revisione del concetto stesso di socialità.
The article aims to propose a critical analysis of the modern concept of property by virtue of the notion of common destination of goods outlined in the encyclical letter Laudato si’.Based on a genealogy of the privatizing discourse about nature, it analyses in particular the appropriable character of genetic resources. The article argues that the appropriative approach to nature functions as a key point in the commoditised dynamics of ‘creation’, as it deprives it from its oblative quality and of its gift character and introduces it into the market. This appropriative dynamic, inherent in modern self-referential anthropocentrism, is at the basis of serious social and environmental crises. Therefore, to give answers to such crises, a revision of the modern postulates regarding the relationship of man with the environment, and in short, a revision of the very concept of sociality, becomes necessary.
Il presente lavoro si propone un ripensamento critico del concetto moderno di proprietà in virtù della nozione di destinazione comune dei benipresentata nell’enciclica Laudato si’. A partire da una genealogia privatizzante del discorso sulla natura, si analizza in particolare l’aspetto dell’appropriazione delle risorse genetiche. Si sostiene, come ipotesi principale, che l’approccio appropriativo rispetto alla natura funziona come chiave fondativa all’interno della dinamica mercificatoria del ‘creato’, privandolo della sua qualità oblativa e del suo carattere di dono, in funzione della sua introduzione nel mercato. Questa dinamica appropriativa, inerente all’antropocentrismo autoreferenziale moderno, è alla base delle gravi crisi sociali e ambientali odierne. Per cui, per dare risposte a tale crisi, si mostra necessaria una revisione dei postulati moderni riguardanti la relazione dell’uomo moderno con il suo ambiente e, in definitiva, una revisione del concetto stesso di socialità.
The article aims to propose a critical analysis of the modern concept of property by virtue of the notion of common destination of goods outlined in the encyclical letter Laudato si’.Based on a genealogy of the privatizing discourse about nature, it analyses in particular the appropriable character of genetic resources. The article argues that the appropriative approach to nature functions as a key point in the commoditised dynamics of ‘creation’, as it deprives it from its oblative quality and of its gift character and introduces it into the market. This appropriative dynamic, inherent in modern self-referential anthropocentrism, is at the basis of serious social and environmental crises. Therefore, to give answers to such crises, a revision of the modern postulates regarding the relationship of man with the environment, and in short, a revision of the very concept of sociality, becomes necessary.
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