Dalla peculiarità delle cose in quanto fini della natura alla peculiarità dell’umano intelletto: Kant di fronte agli esseri organizzati della natura (KU, §§ 61-68)

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Fecha
2019
Editorial
CTK E-Books; Alamanda
Revista
Título del libro
Le radici del senso: Un commentario sistematico della 'Critica del giudizio'
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ISSN
eISSN
ISBN
978-84-949436-2-1
Idioma
Italiano
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Resumen
Dopo aver caratterizzato la finalità relativa o esterna come giudizio «molto ardito e arbitrario», e avendone legittimato l’uso solanto «a livello puramente ipotetico», Kant propone, nel § 64, una riflessione su ciò che chiama finalità interna della natura. Si tratta ora di determinare la legittimità del concetto di «fine della natura» (Naturzweck). Tale concetto, mediante la cui trattazione Kant ci fornisce, com’è stato detto, la propria teoria sulla natura organica (Goy, 2008: 223), rappresenta il cuore dell’Analitica del giudizio teleologico, i cui paragrafi mirano ad una definizione del fine della natura, così come alla determinazione del suo statuto e della sua legittimità nella comprensione della natura. Le pagine in questione ci presentano dunque un vero e proprio “corpo a corpo” del filosofo di Königsberg con il concetto di Naturzweck, e il loro andamento teorico non è facile da afferrare, perché Kant sembra avanzare per retrocedere, e di nuovo riprendere quanto aveva escluso, per poi rifiutarlo ancora. Qui non è solo in gioco il tentativo di comprendere la «peculiare» struttura causale che il concetto di fine della natura comporta, così come similitudini e differenze tra prodotto di natura e prodotto dell’arte, ma anche quello di determinare la realtà oggettiva di questo concetto, ovvero il suo riferirsi effettivamente ad oggetti...
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