Iuno Regina in Aeneid 12: Evocatio and Reconciliation

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Fecha
12/2021
Editorial
Università degli Studi di Palermo
Revista
Mythos
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ISSN
1972-2516
eISSN
2037-7746
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Idioma
Inglés
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Resumen
This paper aims to examine the dialogue between Juno and Jupiter in Aen. 12.791-842 in terms of a rite of evocatio. The reconciliation of Juno with her husband has been analyzed by D. Feeney in his classic 1984 article, in which it is argued that in this passage Virgil follows the Ennian tradition, according to which Juno is finally placated by Scipio?s sacrifices at the end of the Third Punic War. In this passage it is possible to see an allusion not only to the Punic wars, but also to the conflicts between Rome and other Italian cities during its expansion in the Republican period ? in particular, to the episode of the conquest of the Etruscan city of Veii. It is argued here that this episode of evocatio is especially remembered in Aeneid 12, considering that in the second half of the poem Juno is described mostly as an Italian deity, and that in this dialogue she asks Jupiter for the preeminence of the Italian characters in the configuration of the future Roman identity.
Questo articolo si propone di esaminare il dialogo tra Giunone e Giove in Aen. 12.791-842, nei termini di un rito di evocatio. La riconciliazione di Giunone con il marito è stata analizzata da D. Feeney nel suo articolo ormai classico del 1984, in cui si sostiene che in questo passo Virgilio segue la tradizione enniana, secondo la quale Giunone viene finalmente placata dai sacrifici di Scipione alla fine della terza guerra punica. In questo passo è possibile vedere un'allusione non solo alle guerre puniche, ma anche ai conflitti tra Roma e altre città italiche durante la sua espansione nel periodo repubblicano - in particolare, all'episodio della conquista della città etrusca di Veio. Si sostiene qui che questo episodio di evocatio sia particolarmente ricordato nell'Eneide 12, considerando che, nella seconda parte del poema, Giunone è descritta soprattutto come una divinità italica, e che, in questo dialogo, la dea chiede a Giove che siano i tratti italici a prevalere nella futura configurazione dell’identità romana.
Questo articolo si propone di esaminare il dialogo tra Giunone e Giove in Aen. 12.791-842, nei termini di un rito di evocatio. La riconciliazione di Giunone con il marito è stata analizzata da D. Feeney nel suo articolo ormai classico del 1984, in cui si sostiene che in questo passo Virgilio segue la tradizione enniana, secondo la quale Giunone viene finalmente placata dai sacrifici di Scipione alla fine della terza guerra punica. In questo passo è possibile vedere un'allusione non solo alle guerre puniche, ma anche ai conflitti tra Roma e altre città italiche durante la sua espansione nel periodo repubblicano - in particolare, all'episodio della conquista della città etrusca di Veio. Si sostiene qui che questo episodio di evocatio sia particolarmente ricordato nell'Eneide 12, considerando che, nella seconda parte del poema, Giunone è descritta soprattutto come una divinità italica, e che, in questo dialogo, la dea chiede a Giove che siano i tratti italici a prevalere nella futura configurazione dell’identità romana.
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